L’ IMPORTANZA DELL’OPINIONE DEL MEDICO NEL DECORSO DELLA MALATTIA  


Avete sentito mai parlare degli stregoni che, puntando l’osso contro un uomo del villaggio, sentenziano la sua morte di lì a poco? E del fatto che poi, incredibilmente e per motivi inspiegabili, questo succede davvero?Assurdo, direte voi, ma più reale di quello che voi possiate pensare.

Bruce Lipton, biologo statunitense contemporaneo, personalità di spicco nel mondo scientifico ed autore del libro scientifico più letto negli Stati Uniti “Biologia delle credenze” ci spiega come e perché questo possa avvenire.

Quello in cui noi crediamo rispecchia la nostra realtà e di conseguenza se noi crediamo di stare veramente male quello sarà il nostro stato fisico.

I nostri pensieri condizionano talmente tanto la nostra salute che se, per assurdo, pensassimo di meritare i nostri “dolori”, il nostro corpo ci accontenterebbe subito.
Mi rendo conto che è difficile da credere e che se, per caso, questa fosse la realtà, ci troveremmo nella condizione di essere responsabili di quello che ci accade.


Sulle cose buone possiamo anche starci, ma su quelle cattive no! 
Assolutamente no!!!!!!!!


Per me questo processo di consapevolezza è stato particolarmente duro, soprattutto quando nel 2001 ho subito un intervento per l’asportazione di un cancro al seno.
Ho sentito parlare delle teorie del Dr. Hamer da un mio amico e non trovavo niente di più assurdo.

Io,  responsabile del mio tumore!

Dopo una prima fase di rifiuto ho voluto saperne di più ed ho iniziato la mia ricerca.
A diversi anni di distanza, oggi, sono profondamente convinta che le nostre emozioni ed i nostri pensieri determinano la nostra salute o la nostra malattia.
Sono orgogliosamente figlia di un medico all’antica, di quelli che ti guardano con amore e dopo un po’ che ti osservano ti dicono quello che è il tuo problema, confermato in un secondo momento dalle analisi di rito.

Negli anni della mia giovinezza ho potuto notare come i pazienti entrassero nello studio di mio padre ansiosi, qualche volta disperati e come dopo aver parlato con lui e dopo essere stati rassicurati uscivano con un altro viso, più sollevato, ed i loro dolori erano spesso anche diminuiti.
La frase storica di mio padre era –“non è niente non si preoccupi tra qualche giorno starà meglio, mandi via la paura, faccia qualcosa che le piace fare, ci vediamo la prossima settimana e soprattutto non si arrabbi che è quello che le fa male”-.

I medici hanno una grande responsabilità, quella di incoraggiare pensieri positivi o negativi nei pazienti.

Sembra una cosa di poco conto ma quando un medico sentenzia al paziente una malattia "incurabile" davanti ai suoi familiari, secondo me, non c’è una grossa differenza con lo stregone con l’osso.

In quel caso l’idea viene accolta e perpetrata, non solo dal malato, ma da tutta la “comunità” con il risultato di centuplicare l’energia di questa “profezia” e di renderla sempre più efficace.

Mi rendo conto che questo può sembrare assurdo, ma è quello che la scienza, con la “legge dell’attrazione” e con le scoperte più recenti di fisica quantistica sta già da tempo affermando.

Per contro, quante volte abbiamo sentito di malati incurabili, con previsione di pochi mesi di vita, che, alla “faccia di tutti”, continuano con gioia la loro vita e che hanno fatto regredire e sparire la loro patologia.

Un miracolo? Forse, oppure non hanno dato credito a chi li voleva convincere della fine imminente.
Spesso queste persone hanno cambiato vita, amici, abitudini negative, modo di pensare.

Sarà il caso di fare una riflessione sul fatto che i nostri pensieri potrebbero creare la nostra realtà?

Spero di aver messo una fastidiosissima pulce nelle vostre orecchie. 

Roberta Giampaoli