VEDIAMOCI CHIARO 
 
Da molto tempo ormai  mi occupo della vista dei bambini a partire dai 3 anni di età . Tutto ciò è accaduto perché  perché la mia formazione universitaria  si è svolta a contatto dei  bambini  i cui problemi ortottici  erano trattati  con una buona prognosifino agli 8/9 anni di età.Dopo questa età  le ipotesi erano due:  o gli occhiali o l'intervento chirurgico e spesso naturalmente , entrambi ! Si trattava di vedere strabismi di riconoscere  problemi muscolari  più o meno gravi ...di far imparare i bambini  a mettere gli occhi diritti ....Tutte cose che faccio ancora adesso solo che da allora ho capito  parecchie cose  che allora non sapevo.... Ad esempio  non sapevo che i bambini potevo “trattarli” .... anche fino verso gli 80 anni  se per trattamento  vuol dire fare un qualcosa per favorire il benessere e il miglioramento della “vita” in generale  poiché dal miglioramento della “vista” ...come  ben sappiamo  dipende l'80%  del nostro benessere .... Inizio quindi parlando di bambini e di come  interagisco con loro per aiutarli nel faticoso compito  di liberarsi di una limitazione che cambia loro la vita ..... Nella percezioni degli adulti  il più delle  volte l'occhiale non è una tragedia... è “normale”  mettere gli occhiali ...ma ....se il bimbo non vede la lavagna  spesso    assume un comportamento  anomalo, si rinchiude  è poco partecipativosocializza poco ..quindi il momento in cui egli vede  attraverso l'occhiale  diventa un momento  di  apparente rinascita  ...perché gli viene restituita la visione  perduta.....

Ma  ahimè ..la vista è proprio perduta  e se il  magico e risolutivo occhiale viene tenuto sul naso  tutto il giorno.... ecco  scattare  la perversa modalità  del peggioramento visivo ogni sei mesi .....Si sente dire ....la miopia è genetica ...il bimbo cresce e cresce anche l'occhio ...... come se l'occhio potesse essere proporzionato alla crescita del piede.....Tutte ragioni accettate e accreditate  dal tutti , operatori  e genitori....Purtroppo viene emessa una “sentenza” con molta banalità ! Pensiamo  invece al tremendo limite che è  la menomazione visiva  per un essere umano in formazione ...... pensiamo al perché  si sviluppa un difetto visivo,  poiché sappiamo che la vista  risiede nella mente .... è opportuno comprendere   che  il difetto visivo denuncia un “disagio” dal quale il genitore non può prescindere....Non è facile  per un genitore accettare che il  disagio visivo del suo bambino risiede nalla “mente” o meglio ancora  in un disagio emotivo .
 
Il genitore  deve essere aiutato per  comprendere   che il  suo bambino sta dimostrando una sensibilità particolare e va  considerata una qualità....Spesso i bambini che rivelano miopia, astigmatismo, ipermetropia e perfino strabismo sono bambini particolarmente intelligenti , eccellenti a scuola e anche nel raggiungere importanti performance sportive.... spesso la caratteristica del miope è l'eccellenza ....Ma non solo i  bambini hanno bisogno di Educazione Visiva, oggi un vaso pubblico utilizza la funzione visiva  in un mondo ravvicinato di monitor sia per motivi di lavoro che per occasioni squisitamente ludiche.

La nostra società  è sicuramente  portata a un utilizzo dell' apparato visivo “costretto” a distanze ravvicinate.

La necessità  di portare gli occhi “in palestra”  è sempre più sentita da una vasta fascia della popolazione che sempre più spesso risente di atteggiamenti sbagliati  visuoposturali  che non possono essere risolti solamente con l'ausilio visivo.  Nella “Palestra  degli occhi  si “reimpara a vedere al meglio delle proprie possibilità  , è eccellente per chi vuole fare prevenzione primaria e si rivolge a tutti coloro che presentano disturbi visivi come la  miopia, ipermetropia, astigmatismo,  presbiopia e strabismi, in un ambiente  allegro e colorato dove ognuno può ritrovare il proprio bambino interiore  nel  dedicarsi  ad  attività semplici che coinvolgono corpo  mente e spirito.  Le attività sono   basate sui  principi del Metodo Bates:
 
MovimentoRilassamento Visione Centrale Immaginazione e Memoria  
Tutte queste fasi di “lavoro” sono  caratterizzate dall'aspetto ludico  perché la mente può apprendere nuove attitudini solo nella serenità , nella gioia, nella sorpresa... nel divertimento, in poche parole nel “benessere”.  

Rieducare i nostri  occhi a  “rivedere” significa  apprendere nuove e migliori abitudini visive , mentali e posturali , con cui sostituire gli atteggiamenti sbagliati e le cattive abitudini.

Un esempio di cattiva abitudine, largamente  estesa , è l'uso per vicino dell'occhiale che serve solamente per lontano....questa abitudine  porta  l'organo occhio ad “adattarsi”  a un  “mezzo” anziché essere solamente aiutato....e questa cattiva abitudine sta alla base  di tanti peggioramenti visivi  anche gravi in età adolescenziale...... Ma non  solo.... nella Palestra  degli Occhi si imparano molte  pratiche  che migliorano non solo la vista ma sono per la Vita come ad esempio una corretta respirazione e gli occhi  imparano a lavorare in armonia con tutto il corpo.



Laura Canepa

Educazione Visiva basata sul  Metodo Bates
Laura Canepa Ortottista in Genova
Insegnate Metodo Bates
Fondatrice di Aiev
Fondatrice e Presidente Aivon

www.vistabates.it

www.aiev.it


Prossimo seminario a Roma 24 e 25 gennaio 2009

numero di posti limitati

per informazioni e prenotazioni: Roberta Giampaoli
tel 3383761075 
rogiamp@yahoo.it